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By Gianni Vattimo, Santiago Zabala

Il nostro pace, sia sul piano politico sia filosofico, è segnato da una «assenza di emergenza»: il capitalismo neoliberista e, in filosofia, l. a. metafisica stanno tenendo imbrigliato il mondo intero.
Secondo Gianni Vattimo e Santiago Zabala, esiste consistent withò un’alternativa possibile. Si tratta, rielaborando Marx e Heidegger, di ciò che qui viene definito «comunismo ermeneutico», cioè di una posizione che politicamente si avvicina alle esperienze sudamericane di Hugo Chávez in Venezuela ed Evo Morales in Bolivia.
Ma questo libro, scrivono gli autori nella prefazione all’edizione italiana, «non è solamente politico, è anche e soprattutto filosofico, in altre parole, una filosofia politica antirealista, che non vuole fondarsi sulla “verità dei fatti”, sempre così addomesticata dall’informazione mainstream, dal vero regime oppiaceo in cui siamo immersi. Essere realisti significa ancora sempre, consistent with noi, chiedere l’impossibile. Sapendo che solo così si riuscirà a cambiare almeno qualcosa».

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Se riflettiamo solo sulla corrispondenza tra il soggetto e l’oggetto, perdiamo di vista il mondo in cui tutte le cose ci sono date e il nostro stesso coinvolgimento come enti. La verità, sia nei termini di Aristotele, di Tarski o di Husserl, ha sempre la stessa struttura metafisica che si trova all’origine di tutta la logica occidentale, dove l’Essere è interpretato soltanto come la presenza di qualcosa di presente, cioè oggettivamente. In questa distinzione, il soggetto e il predicato – in altre parole la relazione tra due termini dove uno si riferisce all’altro – non soltanto rappresentano la struttura logica e verbale, ma anche l’imposizione di questa stessa struttura.

32 Searle qui si riferisce a quei filosofi (Heidegger, Hans Blumenberg e molti altri) che hanno abbandonato il primo progetto fenomenologico di Husserl (risolvere la filosofia in una serie di ontologie regionali) al fine di sottolineare l’ontologia fondamentale. 36 Ma cos’è una filosofia sana? Per il maestro americano, perché una filosofia sia “sana”, è necessario che cooperi con le scienze empiriche e che abbia effettivamente un approccio wissenschaftlich, ovvero scientifico.

Dopotutto, Heidegger scriveva durante il periodo nel quale il comunismo sovietico era intrappolato nell’ideale di sviluppo, cioè, nella sua realizzazione metafisica contro le democrazie capitalistiche occidentali e il nazionalsocialismo tedesco. L’“altro” pensiero e, perciò, la politica che ha evocato, non era un’altra organizzazione metafisica degli enti, ma piuttosto il pensiero dell’Essere, cioè, quello in cui l’evento dell’Essere diventa il terreno infondato della filosofia. Se Marx enfatizza l’importanza di tenere i nostri piedi ancorati alla terra, è Heidegger che ha indicato attraverso il pensiero dell’Essere come questa terra sia costantemente in movimento e trasformazione, continuamente in conflitto.

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